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Giuriato, Adolfo

1881 ott. 01 - 1945 set. 01

Nato a Vicenza il 1° ottobre 1881 da modesta famiglia (il padre era tipografo), è prolifico poeta in lingua dialettale. Costretto ad abbandonare gli studi alle soglie dell'università e a impiegarsi presso il Comune, ha forti vincoli d'amicizia con Luigi Faccio, sindaco del primo dopoguerra, che lo introduce alle tematiche del socialismo. È componente della Commissione tecnico-direttiva della "Scuola Libera Popolare" e segretario della Società Generale di Mutuo Soccorso degli Artigiani. Nel 1920, durante la diaspora socialista tra riformisti e massimalisti, Giuriato interviene dalle colonne de "Il Visentin", in favore dei riformisti. Nello stesso anno, capolista per i socialisti alle elezioni amministrative, diviene il candidato più eletto, anche se poi cede a Luigi Faccio l'onere di guidare il Comune. Quando la giunta socialista viene sciolta dai fascisti, torna a lavorare alla Società di Mutuo Soccorso degli Artigiani. Vi rimane fino al 1925, quando anche questa istituzione viene sciolta dal Regime fascista. Nel Ventennio collabora alla rivista "Vicenza". È conosciuto soprattutto come poeta dialettale. Tra le sue opere più famose vi sono: Ariete visentine (1905), Canzoniere vicentino (1919), Fuor della siepe (1928), Le musiche del vespro (1928), La festa de la zeriola: bagoleto in un atto in versi vicentini (1930) e Le faville dell'ultimo ciocco (1944). È autore di una novella, Meteore (1904). Muore a Vicenza il 1° settembre 1945.

Carte Adolfo Giuriato

[sec. XX prima metà] unità archivistiche 10