Archivio privato Porto Colleoni Thiene

Disegni

Il fondo conserva oltre 500 disegni prodotti nei secoli XVI-XX, perlopiù mappe del territorio vicentino, estrapolati dagli archivi Porto, Capra, Colleoni e Thiene a partire dalla seconda metà del Settecento. Gran parte dei materiali grafici riconducibili all'Archivio Porto, che già all'inizio del XIX secolo si trovavano «senza ordine alcuno dispersi [...] per li cancelli della fattoria» del palazzo nobile di Vicenza, molto probabilmente il quattrocentesco Porto Colleoni in contrà Porti, sono stati oggetto di un primo ordinamento e descrizione inventariale nel 1804 da parte di Luigi Manzi, primo cuoco di Giovanni Battista Orazio Porto (1729-1816), incaricato di redigere un catastico (o sommario) dei disegni durante le «diverse ore della mattina di libertà dopo ricevuti gli ordini del pranzo». Dall'analisi del catastico, e dal confronto con le scritture postume ivi presenti, si individua un primo nucleo di 180 disegni, suddivisi da Manzi in 18 mazzi di 10 documenti ciascuno, collocati un tempo «nell'armadio di mezzo a sinistra dell'ingresso della Fattoria, e nel primo colto di esso». Per ogni unità documentaria - o archivistica, nel caso di più disegni uniti assieme - Manzi riportò l'indicazione dell'anno, del giorno e del mese, con il nome dei periti o autori, il luogo rappresentato, la segnatura e la relativa descrizione. Il lavoro di inventariazione dei disegni sembra essere proseguito post 1804 dallo stesso Manzi e da altri catasticatori non identificati: si presume l'aggiunta dei rimanenti disegni Porto negli anni precedenti - o di poco successivi - al 1816, anno di morte di Giovanni Battista Orazio, essendo questi ultimi in prevalenza legati alle sue proprietà (n. 181-230). Questo secondo intervento potrebbe legarsi, molto probabilmente, alla donazione di una parte del fondo (55 disegni) al conte Giacomo II Ottaviano Angaran (o Angarano) Porto (m. 1854), co-erede di Orazio Guardino Colleoni Porto. I disegni, di cui non si conosce a oggi l'attuale collocazione, riguardavano i beni Porto per la maggior parte relativi alle zone di Vancimuglio, Lerino, Bolzano Vicentino, Lisieria, Torri di Quartesolo, Sarmego e Marola, la cui cessione ad Angaran è attestata nel catastico senza indicazione di data (per maggiori informazioni cfr la serie Catastico dei disegni del presente inventario). Successivamente un terzo intervento, di un'unica mano non identificata e presumibilmente a metà Ottocento, si occupò del corpus dei disegni provenienti dall'archivio Capra (legato alla linea di Teresa Capra, madre di Orazio Guardino, nonché sorella di Orazio Claudio q. Gaetano Capra) e dall'archivio Colleoni (linea del padre Alessandro), arrivando al n. 380 di inventario. Tra la fine degli anni '60 del Novecento e il 2012, Clemente di Thiene ne inventaria altri, in parte provenienti dagli archivi Thiene e Colleoni, in parte trovati senza collocazione. Giacomo di Thiene, nell'aprile 2013, continua l'inventario fino al numero progressivo 484 (a questo proposito si segnala la descrizione di alcuni disegni a cura degli studiosi Antonio Ranzolin, Umberto Todeschini e Denis Savegnago). Nel 2021, grazie a un contributo della Regione Veneto, si è provveduto alla creazione di un nuovo inventario informatizzato, previo controllo dei materiali conservati in archivio. Questa operazione ha permesso l'individuazione e aggiunta di ulteriori disegni, a oggi n. 501 schede descrittive (comprensive dei documenti mancanti), consentendo altresì di identificare errori di datazione o attribuzione, ulteriori documenti mancanti (in totale 95), estrapolati, danneggiati o restaurati, le cui indicazioni sono state riportate nella descrizione del documento o unità di riferimento di questo inventario. Nel rispetto dell'ordinamento originario, e per una più facile individuazione dei disegni Porto inventariati da Manzi, si è scelto di riportare per i disegni n. 1-230, quando presenti, le descrizioni dello stesso Manzi, opportunamente integrate. I documenti sono collocati nella Sala 1 (Sala Archivio) e Sala 2 (Sala Archivio mappe, scaffali 1-4; con il presente inventario lo scaffale 5 è stato rinumerato 4), a eccezione di 17 disegni attualmente esposti in cornice negli ambienti del Castello. Per una maggiore tutela e conservazione dei documenti, nonché per rendere più agevole la ricerca da parte degli studiosi, si è optato per la riproduzione digitale (con mezzi propri) di tutti i disegni nei formati TIFF e JPEG: si consiglia pertanto di preferire la consultazione digitale dei materiali facendone opportuna richiesta. Si segnala inoltre che in occasione del progetto Archiporto (2018-2021), dedicato all'inventariazione informatizzata, conservazione e valorizzazione dell'Archivio Porto (sec. XI-XIX), reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Cariverona, si sono compiuti degli interventi di restauro ai disegni n. 4, 10, 20, 267, 289, 311, 312. Il progetto ha permesso di rintracciare disegni e mappe in precedenza non indicati nei catastici di corredo dell'Archivio Porto (in totale 110), le cui informazioni sono riportate nella descrizione del documento o unità di riferimento dell'inventario Porto: a questo proposito non si esclude che alcuni disegni temporaneamente collocati nella serie Miscellanea varia, trovati sciolti e senza alcuna indicazione circa i loro vincoli archivistici, possano ricondursi ad alcuni documenti ivi mancanti.


Disegni

sec. XVI, seconda metà - 1962 unità archivistiche 501