Archivi di famiglia

Archivio della famiglia Bortolan

La ricomposizione del fondo riconducibile alla famiglia Bortolan, e in particolare alle figure di Giovanni Antonio padre (ca. 1740-1810) e di Giovanni e Gaetano figli, è il risultato finale di un lungo lavoro di riconoscimento, approfondimento e attribuzione al corretto produttore di corposi nuclei documentari che si trovavano, prima del presente intervento, distribuiti all'interno di archivi attribuiti a famiglie diverse. Scritture prodotte da vari esponenti della famiglia erano infatti state individuate nel corso delle operazioni di schedatura effettuate sui fondi Piovene Porto Godi, Ferramosca e Roselli. Lo scrupoloso confronto dei dati raccolti ha confermato l'ipotesi avanzata in fase di censimento: documentazione afferente alle medesime serie dell'archivio Bortolan si trovava inspiegabilmente frazionata all'interno dei citati fondi familiari. Per riassumere la situazione ora denunciata, si descrive di seguito la collocazione dei diversi nuclei documentari Bortolan antecedente all'intervento di riordinamento. 1) Carte unite al fondo Ferramosca (54 mazzi e 79 filze). Un primo corposo nucleo di documenti riconducibili alle famiglie Ceroni, Disconzi e Bortolan è stato individuato in coda ai mazzi di processi Ferramosca, precedentemente mai distinto da essi. Nella maggioranza dei casi si tratta di carte di amministrazione e di processi. 2) Carte tradizionalmente note come archivio «Roselli» (17 pezzi tra mazzi di fascicoli e unità archivistiche). Non è chiaro il motivo per cui questo nucleo documentario sia stato in passato attribuito alla famiglia Roselli e conservato separatamente: dall'analisi della documentazione, infatti, è risultato che solo una minima parte della documentazione (2 mazzi) è stata prodotta da esponenti della famiglia, mentre la maggior parte delle carte è anche in questo caso riconducibile ai Disconzi e ai Bortolan. 3) Fondo «Bortolan» propriamente detto (74 unità archivistiche). Il fondo tradizionalmente riconosciuto come archivio proprio della famiglia Bortolan ad una più attenta analisi ha rivelato una struttura originaria -sino ad ora mai ricostruita e descritta- che si è cercato di restituire nel presente lavoro, integrandola con tutti i materiali ritrovati. Comprende documentazione di carattere amministrativo, tra cui registri di cassa, registri di affitti e livelli o relativi all'amministrazione delle eredità Ceroni-Disconzi e Bortolan, oltre alla serie completa di lettere commerciali della ditta Bortolan, pervenute raccolte in ordine cronologico all'interno di 7 scatoloni. 4) Carte riconducibili ad alcuni esponenti della famiglia Bortolan si trovavano, infine, in seno al fondo «Piovene Porto Godi» (alla cui descrizione si rimanda per approfondimenti). I documenti erano in parte disordinatamente raccolti all'interno di una scatola e in parte frammisti ad altra documentazione sciolta (solo in tempi più recenti avvolta entro buste da lettera di recupero). Tale materiale era conservato frammisto a documentazione di carattere fiscale e processuale della famiglia Piovene Porto Godi e alle carte dell'archivio personale del conte Luigi Piovene Porto Godi. Il produttore di queste carte è risultato essere Giovanni Antonio Bortolan. Si tratta di scritture di natura eterogenea: corrispondenza con la madre Prudenza ed i fratelli Carlo, Gaspare, Giovanni Battista e Angelo e relativa soprattutto al periodo di permanenza a Venezia (ante 1744-45), carte propriamente professionali (ricevute, quietanze, lettere commerciali etc.) giunte al successivo domicilio vicentino (post 1745), bollettini settimanali dei protesti delle lettere di cambio depositati presso il tribunale mercantile e marittimo di Venezia, listini del cambio, quotazioni delle merci delle diverse borse italiane ed europee. Al termine dello spoglio della documentazione è stata avviata una discussione con i conservatori della biblioteca Bertoliana circa l'opportunità di accorpare le carte di indubbia paternità Bortolan, garantendo finalmente l'accessibilità e la consultabilità dell'archivio e favorendo una maggiore comprensione di un fondo che merita più approfonditi studi (basti pensare alla presenza di tipologie documentarie tipiche degli archivi d'impresa). La scelta adottata (che costituisce solo un primo, parziale intervento di riorganizzazione e riordino delle carte) è stata di procedere all'aggregazione fisica dei materiali Bortolan, "affiancando" i diversi nuclei documentari nell'ordine in cui erano stati individuati, senza smembrare in questa fase i mazzi preesistenti (dal momento che rimane oscuro il criterio -qualora esistesse- che sottende tali accorpamenti) e fotografando così la situazione antecedente al presente intervento. Si è poi assegnata una numerazione di corda unica ai pezzi (fossero unità documentarie o mazzi), cominciando da quelli individuati in coda al fondo "Ferramosca" (nn. dell'inventario 1-133), procedendo poi con quelli trovati in coda al "Roselli" (nn. 134-150) e infine con le unità del fondo propriamente riconosciuto in Bertoliana come appartenente alla famiglia Bortolan (nn. 151-305): le unità trovate frammiste alle carte di Luigi Piovene Porto Godi sono state descritte e ricondotte alle serie originarie di appartenenza (nn. 306-316). Si è infine proceduto ad un riordino virtuale del fondo Bortolan (un riordino cioè fatto "sulla carta e non sulle carte"). Nella struttura creata, a fianco della numerazione progressiva assegnata alle unità archivistiche nell'ordinamento virtuale, è indicato, tra parentesi, il numero assegnato al pezzo in fase di accorpamento dei materiali, numero questo da utilizzare per la richiesta del pezzo. In caso di fascicoli condizionati in mazzi, tra parentesi è indicato dapprima il numero del mazzo (corrispondente al numero di corda unico attribuito ai pezzi), seguito da quello del fascicolo (in ogni mazzo il numero dei fascioli riparte sempre da 1). Il fondo risulta così articolato: «Fondo Bortolan»: comprende le scritture prodotte ed accumulate da Giovanni Antonio e dai figli Gaetano e Giovanni soprattutto nell'esercizio delle funzioni commerciali e istituzionali esercitate nel corso di circa un secolo; «Sub-fondo Ceroni Disconzi»: si tratta di documentazione pervenuta ai Bortolan in quanto Giovanni Bortolan sposò nel 1785 la contessa Elisabetta Disconzi, figlia di Giuseppe e di Francesca Ceroni, la quale ereditò, unitamente al patrimonio familiare, anche i relativi titoli di possesso e le carte d'amministrazione. Il materiale, che si presentava frammentario, lacunoso, senza una struttura interna e privo di strumenti i corredo che ne suggerissero un possibile riordino, per chiarezza è stato descritto raggruppandolo per tipologie documentarie omogenee. «Sub-fondo Roselli»: è il nucleo minore di carte, prodotto per lo più dalla figura di Giulio Roselli, sposato con Anna Bortolan, figlia di Giovanni Antonio, e socio del cognato Gaetano nella gestione della ferramenta familiare. Allo stato attuale degli studi non è possibile ricostruire con esattezza per quali vie e a quale titolo le carte Bortolan siano pervenute alla Biblioteca civica Bertoliana. L'analisi dei legami intercorrenti tra esponenti di famiglie diverse (più spesso matrimoniali, talvolta semplicemente patrimoniali) fornisce spesso utili elementi per la ricostruzione anche delle vicende dei rispettivi archivi, che di dette relazioni ed avvicendamenti sono lo specchio più fedele. Nel presente caso, non sempre si tratta di famiglie entrate in rapporti di parentela con i Bortolan: se ciò vale infatti per i Piovene Porto Godi e per i Roselli, non altrettanto può dirsi per i Ferramosca (si rimanda, a tal proposito, alle schede dei rispettivi produttori). Particolare attenzione merita a tal proposito un'ultima riflessione. Se si considera che il fondo «Piovene Porto Godi» possa essere stato depositato in Bertoliana dal conte Guido, figlio di Luigi e Caterina Bortolan (figlia di Giovanni e ultima produttrice delle carte di famiglia qui conservate), è da ritenere con ogni probabilità fondata l'idea che anche il fondo «Bortolan» sia giunto nella medesima occasione in qualità di archivio aggregato al fondo «Piovene Porto Godi». Non essendo stato possibile ritrovare nell'archivio della biblioteca alcun elenco di deposito che supportasse detta ipotesi, si è deciso, nel rispetto della tradizione interna all'istituto di conservazione, di mantenere divisi gli archivi e fornirne descrizioni separate.

Archivio della famiglia Bortolan

ca. 1740 - 1866 con copie del sec. XV-XVII unità archivistiche 608